SBADATAGGINE? o PROBLEMI DI MEMORIA?



A chi non capita di avere la sensazione di non riuscire a ricordare abbastanza? 

Può capitare a tutti di dimenticare di comprare quella cosa al supermercato, di dimenticare una scadenza, un appuntamento, il nome di qualcuno…

Qual’è il limite tra sbadataggine e difficoltà di memoria? E, soprattutto, esiste? 



Facciamo un esempio…

La signora Anna, 50 anni, ha sempre avuto una memoria impeccabile. Per una vita non ha mai usato l’agenda, non ha mai avuto bisogno di prendere appunti, ricorda sempre ricorrenze e compleanni. . . ma da qualche tempo le capita di doversi annotare gli appuntamenti e si accorge che le dimenticanze sono sempre di più. Anna, preoccupatissima, come prima cosa decide di rivolgersi al suo medico di base, il quale, le consiglia di sottoporsi a una valutazione neropsicologica. Dopo un’approfondita indagine della memoria non emergono deficit. . . dunque? Anna ha o non ha difficoltà di memoria? 


La risposta è SI e NO!

Anna, sicuramente, è una persona con una memoria davvero ottima, superiore alla media delle persone con la sua stessa età e livello di istruzione. Persone molto efficienti cognitivamente, con il passare del tempo, risentono maggiormente del “calo fisiologico” che avviene per tutti con l’avanzare dell’età.

Mi spiego meglio! 

Sappiamo tutti che anche il cervello invecchia. In particolare ci sono zone del cervello, come l’ippocampo, struttura coinvolta nella memoria, che sono particolarmente suscettibili al passare del tempo. Questo, inevitabilmente, comporta che la memoria peggiori. E’ un cambiamento fisiologico, soprattutto intorno ai 50/60 anni, e non significa necessariamente che stiamo sviluppando una forma di demenza senile.

Molto probabilmente Anna, qualche anno fa, avrebbe ottenuto un punteggio molto superiore alla media nei test di memoria. Oggi, ottiene un punteggio perfettamente nella norma rispetto alle persone della sua stessa età, ma molto probabilmente peggiore rispetto alle sue abilità di memoria di qualche tempo prima. Ecco perché avverte un forte calo nella sua efficienza pur ottenendo risultati buoni alla valutazione neuropsicologica.


In conclusione, il medico di Anna ha fatto bene a consigliarle di rivolgersi al neuropsicologo. La valutazione svolta è una fotografia delle abilità di Anna, oggi. Tra qualche mese Anna potrà sottoporsi nuovamente ai test, così da monitorare i sintomi e le sue prestazioni. Nel frattempo, il neuropsicologo può aiutarla a comprendere perché si trova così in difficoltà e come gestire non solo la quotidianità, ma soprattutto le difficoltà emotive legate a questo fisiologico cambiamento che però, in persone come Anna, possono avere risvolti psicologici importanti se sottovalutate.


Tornando, infine, alla domanda iniziale: Qual’è il limite tra sbadataggine e difficoltà di memoria? E, soprattutto, esiste? 

Per rispondere a questa domanda devo fare un passo indietro, e spendere due parole su cosa si definisce “normale” e cosa no. Il neuropsicologo per valutare una prestazione o un comportamento utilizza dei test. Questi test, ovviamente, hanno un punteggio (cut off) che determina se una prestazione è patologica.  


La domanda sorge spontanea: chi ha scelto quel punteggio? E perché? 

In realtà nessuno. . . quando un test viene sviluppato è necessario sottoporlo a molte persone per poter determinare in media come uomini e donne di una certa età e con un certo livello scolastico si comportano. Come sempre, quando si parla di medie, ci saranno anche punteggi che si allontanano dalla media perché molto bassi o molto alti (Anna sicuramente si trovava nella parte alta della curva statistica).

Quindi, si definisce “normale” il punteggio che la singola persona ottiene al test, dopo averlo confrontato con quello ottenuto da persone comparibili per alcune variabili (che possono essere, ad esempio, età, scolarità, sesso…) evidenziate tramite calcoli statistici specifici. Ecco perché chi studia psicologia deve sostenere tanti esami di statistica… sia che voglia svolgere il lavoro clinico, sia che voglia occuparsi di ricerca.


Spero, in parole semplici, di avervi dato qualche informazione utile.

 A presto!

link utili:



Recapiti

  Cellulare: 3290135477    Email: info@chiaracerroneneuropsicologia.it    Appuntamento: Riceve a Vercelli, Novara e a domicilio P.I. 02524620024



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